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Introduzione

L’educazione emozionale è una risposta alle istanze sociali che non vengono sufficientemente soddisfatte nell’ordinario curriculum accademico: la presenza di ansia, stress, depressione, violenza, uso di droghe, suicidi, comportamenti a rischio, etc. Tutte queste sono, in larga misura, conseguenze dell’analfabetismo emotivo.

L’educazione emozionale ha come obiettivo lo sviluppo delle competenze emotive. Con competenze emotive intendiamo l’insieme delle conoscenze, capacità, abilità e attitudini necessarie per prendere coscienza, comprendere, esprimere e regolare in modo appropriato i fenomeni emotivi. Tra esse, troviamo la consapevolezza e la regolazione emotiva, l’autonomia emotiva, le abilità sociali, le competenze per la vita e per il benessere.

Lo sviluppo delle competenze emotive richiede una pratica continua. Per questo, l’educazione emozionale deve essere proposta sin dalla nascita e deve essere presente durante tutto il ciclo vitale. Pertanto dovrebbe essere presente nell’educazione della prima infanzia, nella scuola primaria e secondaria, in famiglia, nella formazione degli adulti, nei mezzi socio-comunitari, nelle organizzazioni, con le persone anziane, etc.

Il libro ha un approccio prevalentemente pratico. Dopo i primi capitoli di natura concettuale e teorica, il resto è dedicato ad una serie di attività pratiche per lo sviluppo delle competenze emotive. Queste attività sono rivolte agli alunni dell’educazione della prima infanzia, dell’istruzione primaria, secondaria e anche alle famiglie. Tale pratica può essere svolta affrontando le cinque categorie di competenze emotive e applicandole alle varie emozioni. Si consiglia di iniziare con le emozioni primarie, partendo da paura, rabbia, tristezza e gioia. Così come si fa nella parte pratica.

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